A volte, più che visitare musei e monumenti, è divertente scoprire aneddoti e curiosità di una data città. Ogni comunità ha i suoi racconti, e Perugia non fa eccezione. Sapevate, ad esempio, che esiste un’epica che racconta la fondazione di Perugia? O che il celebre Bacio Perugina avesse originariamente un altro nome? Oppure ancora che San Costanzo, patrono della città, fa l’occhiolino alle ragazze prossime alle nozze?

 

1 – LA FONDAZIONE DI PERUGIA

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Fontana Maggiore in Piazza IV Novembre

La leggenda vuole che a fondare la città sia stato l’eroe Euliste (fratello di Enea, fondatore di Roma), giunto con i suo compagni in località Colle Landone. L’Eulistea fu commissionata a Bonifacio da Verona, da potenti casati perugini all’epoca al comando della città nel 1293, con chiari intenti autocelebrativi.

La figura di Euliste è profondamente legata alla storia della città, tanto che l’eroe è raffigurato anche nella vasca superiore della Fontana Maggiore (simbolo della città), opera di Nicola e Giovanni Pisano, non casualmente tra l’arcangelo Michele e il Capitano del Popolo. Una collocazione di prestigio.

2 – IL GRIFO E IL LEONE DI PALAZZO DEI PRIORI

Il Palazzo dei Priori di Perugia è un bell’esempio di edilizia pubblica di età comunale: costruito tra il 1293 e il 1297, è uno tra i simboli storici della città.

Sopra al portale affacciato su Piazza IV Novembre (e sulla Fontana Maggiore), sono posizionate due statue di bronzo con delle catene. Si tratta di un Grifo e del Leone Guelfo. Il Grifo è una creatura leggendaria a metà tra un’aquila e un leone, simbolo di Perugia (tanto da essere presente sullo stemma della città), che la leggenda narra venne, introdotto dagli Etruschi. Entrambe le statue sono repliche in quanto gli originali di fine Duecento sono custoditi all’interno del palazzo. Le catene che pendono sopra al portale, sono quelle rimosse dalle porte di Siena dai perugini, in seguito alla Battaglia di Torrita del 1358.

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Palazzo dei Priori di Perugia

3 – AUTORITRATTI DEL PINTURICCHIO E DEL PERUGINO

Alla città di Perugia sono legati due dei più importanti pittori del Rinascimento italiano: il Perugino, e il Pinturicchio. Pietro Vannucci (detto “il Perugino”) fu uno dei più influenti artisti della scuola rinascimentale, nonchè maestro di artisti come Raffaello.
Bernardino di Betto (detto “il Pinturicchio”) fu uno dei più rilevanti interpreti dell’arte italiana del Quattrocento. Entrambi hanno lasciato un proprio autoritratto all’interno delle sale del Palazzo dei Priori, mimetizzati tra i volti dei banchieri.
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Autoritratto del Perugino nella Sala del Collegio del Cambio nel Palazzo dei Priori

4 – LA BASILICA DI SAN DOMENICO

Basilica San Domenico
Basilica San Domenico

La Basilica di San Domenico è una chiesa dalla mole imponente:  96 metri di lunghezza, 20 di larghezza tra le navate, 60 metri la lunghezza del transetto e 30 metri di altezza delle volte. Un’imponenza che stona un pò con gli interni quasi completamente spogli.

Particolarmente suggestivo è l’enorme finestrone gotico del XV secolo posto sull’abside, finemente istoriato, opera di Fra’ Bartolomeo di Pietro e Mariotto di Nardo. Con i suoi 23 metri di altezza, si tratta di una delle più grandi finestre dell’epoca arrivate fino ai giorni nostri, tanto da far concorrenza al finestrone del Duomo di Milano.

Finestrone gotico della Basilica di San Domenico
Finestrone gotico della Basilica di San Domenico

5 – SAN COSTANZO E L’OCCHIOLINO ALLE RAGAZZE

Molto sentita in città, è la tradizione secondo la quale le giovani ragazze nubili e vergini debbano recarsi in chiesa in occasione della Festa di San Costanzo (29 gennaio), per scoprire se si sposeranno entro l’anno. La chiesa in questione è proprio quella dedicata al santo, uno dei patroni della città.

Chiesa di San Costanzo
Chiesa di San Costanzo

Se l’immagine di San Costanzo fa l’occhiolino alla ragazza interessata, significa che la fanciulla convolerà a nozze entro l’anno. Se ciò non dovesse succedere, il fidanzato è tenuto a regalarle come consolazione, il Torcolo di San Costanzo, un dolce a forma di ciambellone con uvetta e frutta candita. In realtà è il gioco di luci sull’immagine del santo a far accadere tutto ciò.

5 – L’ANELLO NUZIALE DELLA MADONNA

Nella cattedrale di San Lorenzo, nel centro storico della città, proprio davanti alla Fontana Maggiore, è custodito un oggetto preziosissimo: la fede nuziale della Madonna.

 

Anello Nuziale della Vergine Maria
Anello Nuziale della Vergine Maria

La preziosa reliquia è conservata in un reliquiario composto da due casseforti, posizionate a otto metri di altezza sopra l’altare. L’urna viene aperta una volta l’anno, durante la Festa del Santo Anello (29 e 30 luglio), ma per farlo sono necessarie ben 14 chiavi: 7 si trovano nel Palazzo Comunale, una nel Nobile Collegio del Cambio, una nel Collegio della Mercanzia, altre quattro sono custodite nella Cattedrale e l’ultima viene consegnata all’Arcivescovo.

6 – I CAZZOTTI PERUGINI

Prima di chiamarsi con il nome più dolce di Baci Perugina, i famosissimi cioccolatini nati a Perugia, avevano un altro nome ben più frizzante: Cazzotti.

Luisa Spagnoli, gli diede questo nome a causa della forma del cioccolatino che richiamava quella di una nocca di una mano. Il successo del prodotto però, si ebbe solo dopo il cambio del nome, divenendo il regalo ideale tra innamorati.

7 – LA ROCCA PAOLINA

Chiunque si sia recato almeno una volta nel centro storico di Perugia, l’ha attraversata grazie alle scale mobili installate all’interno, che facilitano l’attraversamento della città.

Uno scorcio della città molto suggestivo oggi, ma in passato la fortezza è stata molto odiata dalla popolazione perugina in quanto simbolo del potere papale.
Venne costruita da Papa Paolo III tra il 1540 e il 1543, dopo l’abbattimento e il parziale inglobamento delle case dei Baglioni (nobile casata perugina che governò la città per più di un secolo) e dell’elegante Borgo di Santa Giuliana.
La furia del popolo, esasperato dai soprusi papali, esplose nel 1848 causando una parziale distruzione della Rocca.
Pio IX la fece ricostruire nel 1860 ma venne di nuovo presa d’assalto dai perugini e demolita.
Oggi restano solo delle piccole porzioni della rocca, molto suggestive e affascinanti.
Veduta della Rocca Paolina
Veduta della Rocca Paolina

 

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