Si chiama Fertility Room, l’iniziativa promossa da un gruppo di albergatori e commercianti di Assisi, che ha come obbiettivi quello di rafforzare l’attenzione sul tema della procreazione e quello di incoraggiare a riscoprire un territorio ricco di bellezze.

Il progetto prevede il rimborso della fatidica notte passata ad Assisi in una delle strutture aderenti, oppure un nuovo soggiorno nella città del poverello. Ma solo se si dimostra che l’avvenuta nascita dopo nove mesi dal soggiorno, sia avvenuta dopo il pernottamento ad Assisi. Per far questo occorrerà presentare il relativo certificato di nascita.

Un’iniziativa che fa discutere in quanto è da molti considerata non in armonia con l’immagine della Assisi Francescana. Immediate, infatti, le reazioni del mondo religioso, con il vescovo Domenico Sorrentino che dichiara “Il sostegno alle nascite va dato in altro modo”, e i francescani che si sono chiusi dietro un secco “no comment”.

Persino il Sindaco della città Stefania Proietti, si dissocia da questa iniziativa, pur se appoggiata dal suo assessore al turismo Eugenio Guarducci. In una nota infatti, si legge che “il Comune di Assisi fa presente di essere estraneo al suddetto progetto”.

Nel frattempo la notizia fa il giro di mezzo mondo e il caso finisce anche sulla stampa estera. La BBC infatti riferisce: “Il progetto Fertility Room è un tentativo di far crescere il turismo e al contempo far risalire i tassi di natalità del Paese. L’Italia ha il tasso di natalità più basso in Europa e uno dei più bassi al mondo. Nel 2015 sono nati solo 8 bambini ogni 1000 abitanti”.

Un progetto un pò provocatorio insomma, che però continua la sua corsa, con gli operatori partecipanti che dichiarano: “L’eco mediatico dell’iniziativa Ferility Room dimostra come l’obiettivo di parlare di amore per la vita e di natalità legata ai valori che Assisi esprime sia stato centrato”.

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