Follia nella casa circondariale di Terni dove, pochi giorni fa, un detenuto marocchino condannato per vari reati, si è tagliato il pene. Il motivo del folle gesto sarebbe la volontà del detenuto, di lavorare nella lavanderia della struttura, volontà però fino ad allora non accolta dalle autorità carcerarie.

L’uomo, dopo il gesto, ha effettivamente ottenuto ciò che voleva: le autorità carcerarie, infatti, hanno disposto che fosse messo a lavorare nella lavanderia, nella speranza che non si mettesse ancora in pericolo da solo.

Ma non è bastato. Visti i buoni risultati ottenuti, il 48enne marocchino ha così concesso il bis: si è procurato un grosso taglio al braccio sinistro, ha ingoiato delle batterie e, forse, anche un tagliaunghie. Si è rifiutato di essere medicato in carcere ed è stato portato d’urgenza in ospedale dove ha continuato ad opporsi alle cure mediche.

Questo episodio non è l’unico attacco di follia che colpisce il carcere di Terni: sono frequenti, infatti, casi di rivolte collettive, minacce e aggressioni, agevolate dal regime aperto delle stanze.

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