La festa del primo maggio con tradizionale sfilata allegorica è alle porte, ma la trovata pubblicitaria per promuovere il Cantamaggio stà facendo discutere sui social.

In alcune rotonde della città di Terni infatti, sono state posizionate statue di animali da cortile in cartapesta, che sono di carri allegorici di passate edizioni della festa, il tutto per pubblicizzare l’edizione del 2017 che è imminente.

Un maiale e un asino per esempio, campeggiano nella rotonda dell’acciaio (quella diventata famosa come la rotonda di “Benvenuti in California”), in quella di Via Lungo Nera, si vedono galline e addirittura una giraffa, in altre rotonde si possono scorgere sirene, oche, papere e un piccolo obelisco.

Il Cantamaggio è un evento popolare di origine contadina in cui secondo la tradizione i “maggiaioli“, cioè coloro che partecipano attivamente alla festa, nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio, si recano di casa in casa cantando canzoni della tradizione popolare, fino all’alba. Oltre a questo si può assistere anche alla sfilata di carri allegorici realizzati in cartapesta.

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Trattandosi di una festa campagnola, il buon gusto non è necessariamente richiesto, ma a ben vedere le istallazioni consistono in semplici pezzi di carri messi qua e là in cui è difficile cogliere il senso, specialmente per chi non è ternano e si trova a passare di li per caso.

I social si sono subito scatenati e l’ironia è oramai diventata un elemento fondamentale di questa edizione maggiaiola, soprattutto per quanto riguarda l’idea di posizionare un maiale e un asino insieme al centro di un’aiuola urbana.

L’ente Cantamaggio ha spiegato che le istallazioni sono una prova generale per verificare la fattibilità di creare un museo della tradizionale festa popolare ternana.

Il Sindaco Di Girolamo apprezza le prove museali, mentre il consigliere di Forza Italia Federico Brizi e Michele Rossi dell’associazione Terni Città Futura, si dissociano, dichiarando fuori luogo l’istallazione di bestiame vario anche ai piedi di monumenti.

Certo è che, grazie a queste istallazioni, l’ironia dei ternani ha oltrepassato i confini della città e della provincia.

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