La nostra regione non smette mai di stupire: forse non tutti sono a conoscenza di un enorme anello di pietra che si trova sui Monti Martani, che misura ben 90 metri di diametro e 3 di larghezza.

Sita a ridosso del confine tra le provincie di Terni e Perugia, è già stata ribattezzata la Stonehenge dell’Umbria.

Tommaso Dore e Francesco Voce, del Centro studi Italus hanno infatti concentrato le loro osservazioni satellitari proprio nella zona di Massa Martana (PG), individuando un singolare anello di alberi disposto sul crinale del rilievo montuoso. In realtà, una foto del sito era già stata pubblicata negli anni Settanta dall’istituto Geografico Militare (Igm) in un atlante aerofotografico dei siti archeologici italiani.

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Fino a tempi recenti si è creduto però che questo cerchio sia ciò che rimane di un antico piccolo villaggio fortificato d’altura, posizionato in un luogo strategico per il controllo delle vie di comunicazione, così come era d’uso fare fra gli antichi Umbri fino alla romanizzazione del III secolo a.C.

Dore e Voce hanno però voluto approfondire la questione ed hanno fatto seguire un sopralluogo alle semplici osservazioni satellitari; una volta sul posto hanno potuto accertare che la vegetazione era cresciuta circolarmente perché a ridosso di un’opera muraria a secco.

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La zona in cui si trova l’opera si chiama “Monte Il Cerchio” e , a detta dei due scienziati, si tratta di una zona inaccessibile e caratterizzata da rigogliosa vegetazione, che potrebbe ostacolare ulteriori studi sul manufatto. In effetti il sito si presenta oggi come un’opera muraria a secco, immerso e nascosto da una fitta vegetazione.

I due studiosi hanno anche individuato «l’ingresso originario a sud, dove l’anello di pietra si apre naturalmente, mentre altri due varchi si rilevano a nord e a sudest, anche se riteniamo si tratti di un taglio realizzato in epoca successiva per consentire il passaggio di un sentiero».

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Dora e Voce una volta analizzate le foto satellitari e il luogo come è nella sua realtà, hanno esposto la loro teoria che sembra trovi il parere favorevole di tutta la comunità scientifica: «[…] il caso del Monte il Cerchio, dove la natura accidentata e irregolare del terreno, che si presenta diviso in almeno due settori su piani sfalsati tra loro e inclinati, non spiega la perfetta regolarità del tracciato circolare e la rende ancor più stupefacente. Siamo di fronte a un elemento che favorisce l’identificazione di questa questa particolare e significativa conformazione geometrica un luogo di culto e/o di osservazione astronomica, piuttosto che un insediamento abitativo realizzato a scopo difensivo. Da questa postazione, molto aperta sull’orizzonte ad oriente, era facile osservare la volta celeste e comunicare tramite segnali luminosi con gli altri villaggi o centri religiosi dei Monti Martani».

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