Probabilmente, siamo abituati a pensare che questo tipo di monumento sia appannaggio principalmente di Roma e dintorni. In effetti, la Capitale offre alcuni dei più bei esempi di catacomba cristiana.

Anche in Umbria però, è possibile godere di uno spettacolo unico: le Catacombe di San Faustino a Massa Martana (PG).

Unico esempio finora scoperto in Umbria di catacomba cristiana, non può certo vantare le dimensioni delle ben più note catacombe di Roma, ma rappresenta in ogni caso uno spettacolo di tutto rispetto. Presenta una struttura articolata, essendo composta da un corridoio principale discendente lungo 25 metri ed alto 4, dal quale si dipartono simmetricamente 4 cunicoli laterali di diversa lunghezza.

I cunicoli si presentano con alle pareti, file di loculi sovrapposti, di varie dimensioni in base al corpo che vi si inumava. Si possono anche notare sepolture chiuse da lastre di marmo o tegoloni di terracotta e sepolture scavate nel terreno (formae). La struttura conta un totale di circa 300 sepolture.

Particolare interessante è il rinvenimento di un sarcofago a forma di toro, che fa pensare che la catacomba sia stata un luogo dedicato al culto di Mitra, poi adattato a cimitero cristiano.

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Numerosi sono i graffiti rinvenuti nella catacomba, raffiguranti i simboli della croce, della palma e del pesce, legati alla figura di Cristo. Singolare l’assenza di iscrizioni, probabilmente da attribuire all’analfabetizzazione degli abitanti, trattandosi questo di un luogo di campagna.

Costruite probabilmente dalla comunità cristiana del vicus, probabilmente addirittura già nel I o II secolo dopo Cristo, le catacombe di Massa Martana rimasero sconosciute almeno fino al ‘600 quando se ne legge notizia in una lettera del nobile Giuseppe Mattei:  “Si entra tra le fauci di un grande scoglio di travertino, bisognando alquanto curvarsi e portarsi anco il lume,perché si va al buio. Dentro, dopo che si è discesi, si trovano tre strade sotterranee tutte scavate con lo scalpello”  scrive il nobile.

Successivamente, su questo luogo cade nuovamente il silenzio fino al 1900 quando si torna a parlare delle catacombe al Secondo Congresso di Archeologia Cristiana grazie all’archeologo Giuseppe Sordini.

Nel 1940 finalmente iniziano i lavori di scavo per recuperare il cimitero, interrotti solo dalla seconda guerra mondiale.

Non rimane che andare di persona a visitarle.

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