L’Hotel Rigopiano, nel comune di Farindola (Pescara), è stato travolto ieri da una enorme valanga, conseguenza delle scosse di terremoto che hanno colpito l’Aquilano.

L’allarme è stato dato da due clienti dell’hotel che, al momento delle scosse, si trovavano all’esterno della struttura e che sono riusciti a evitare l’enorme massa di neve.  “Aiuto aiuto stiamo morendo di freddo”, questo l’sms che i due hanno scritto ai soccorritori.

A Rigopiano era in corso una bufera di neve e le linee telefoniche erano interrotte: la direzione dell’hotel infatti, poco prima della tragedia, invitava a contattare la struttura tramite e-mail a causa dell’assenza del servizio telefonico.

I soccorritori si sono messi in marcia alle 20:00 per cercare di raggiungere la struttura alberghiera, sfidando condizioni atmosferiche a dir poco estreme: bloccati dalla neve, hanno dovuto percorrere parecchi chilometri a piedi, sfidando una tormenta di neve. 9 ore di viaggio estenuante per percorrere circa 6 km tra neve alta anche due metri e alberi caduti.

Arrivati sul posto, alle 4 di questa mattina, si sono trovati davanti la struttura spostata di 10 metri dalla sua base e quasi del tutto sommersa dalla neve, le luci accese e nessuna voce udita.

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“Purtroppo è accaduta una terribile tragedia sembrerebbe ci siano delle vittime, ma è tutto da confermare” ha scritto ieri su Facebook il presidente della provincia di Pescara, Antonio Di Marco.

Al momento infatti il bilancio è di due persone tratte in salvo e di una vittima. Ma si teme che la conta dei morti possa aggravarsi: nell’hotel soggiornavano dalle 20 alle 30 persone, compresi due bambini, ma non è chiaro quante di loro si trovassero effettivamente all’interno dell’albergo al momento dell’impatto.

“Sono salvo perché ero andato a prendere una cosa in automobile”, ha detto ai medici uno dei due sopravvissuti, Giampiero Parete 38 anni. La moglie e i due figli sono sotto le macerie dell’albergo. “E’ arrivata la valanga – ha detto ancora ai sanitari il 38enne – sono stato sommerso dalla neve, ma sono riuscito a uscire. L’auto non è stata sepolta e quindi ho atteso lì l’arrivo dei soccorsi”

I soccorritori tra le macerie raccontano: “Chiamiamo ad alta voce ma nessuno risponde”. Lo scenario viene descritto apocalittico, “un tragico miscuglio tra un terremoto e una valanga”.

“Stiamo lavorando in condizioni proibitive” ha affermato ieri il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, e nel video dell’arrivo dei soccorritori all’hotel Rigopiano, si intuisce il senso di queste parole.

Prime immagini all’interno dell’hotel:

La testimonianza di Quintino Marcella, che ha raccolto l’appello disperato di Giampiero Parete:

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